Foto di Ernesta Caviola. La facciata della chiesa di San Giuseppe in via Bossolaro a Pavia
OPENING Sandro Riboni / St. Joseph all’Erbaluce / Pavia / 7 marzo 2013
St. Joseph Contemporary Art invita all’inaugurazione della mostra Vibrazioni di luce: la grafica di Sandro Riboni
Opening: giovedì 7 marzo, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, al Ristorante Erbaluce di via Bossolaro 21, Pavia

La mostra Vibrazioni di luce: la grafica di Sandro Riboniè curata da Carlo Migliorini e Paola Migliorini Casati in collaborazione con Annalisa Rosso.
L’esposizione sarà visibile fino maggio e corredata da un catalogo monografico a cura di Carlo Migliorini e Paola Migliorini Casati (edizioni Cardano) che illustra l’iter artistico del pittore.
A più di venticinque anni dalla scomparsa di Sandro Riboni (Pavia 1921-1986), la St. Joseph Contemporany Art Gallery di Pavia organizza una mostra di raffinata grafica dell’artista pavese protagonista di un percorso artistico di grande interesse che lo ha portato ad incontrare i grandi maestri a lui contemporanei come Picasso, Matisse, Mirò, Leger, Fontana, Crippa. Le opere esposte, circa una ventina, ripropongono le linee artistiche lungo cui si sviluppa la ricerca e la sperimentazione di Riboni, dal Cubismo al Surrealismo per poi giungere a maturare, attraverso l’astrattismo geometrico, un personalissimo linguaggio in cui rielabora e coniuga tutte le esperienze artistiche vissute.
Sandro Riboni, classe 1921,nel 1950 parte per Parigi dove avviene la sua formazione artistica presso lo studio del pittore Pierre Marzin, uno dei tardi allievi di Henri Matisse. L’apprendistato artistico continua in Spagna, a Granada, presso l’Accademia di Belle Arti, dove apprende la difficile tecnica dell’encausto che diverrà il mezzo espressivo preferenziale della poetica di Riboni. Sempre negli anni Cinquanta, il lungo soggiorno di studio e lavoro in Costa Azzurra mette il giovane Riboni (spirito inquieto sempre alla ricerca di nuovi stimoli creativi) in contatto con le più attente avanguardie artistiche del periodo. A Vallauris, dove si reca a far ceramica presso l’atelier Madoura di Suzanne Ramié, respira la stessa aria di Picasso, anch’egli al lavoro presso lo stesso forno. A St. Paul de Vence, è presente Fernand Leger, con cui sembra che Riboni abbia intrattenuto dei rapporti artistici. A Nizza partecipa ad importanti rassegne pittoriche nel 1950 e nel 1958. Negli anni Sessanta è ad Albisola a far ceramica e qui viene in contatto con Lucio Fontana, Wilfredo Lam e tutto quel milieu di artisti d’avanguardia che stanno creando un nuovo modo di fare arte. La vibrante sensibilità artistica di Riboni, artista autodidatta, lo conduce sempre, intuitivamente, nei luoghi dove fioriscono i momenti più forti di sperimentazione ed innovazione dell’arte. Negli anni Settanta Riboni apre uno studio prima a Milano in Corso Monforte, poi a Pavia. Inizia un periodo di ‘personali’ in giro per l’Italia, con puntate anche all’estero (a Londra, alla Fondazione Bertrand Russel; a Barcellona, presso la Galleria Carle’s; a Zurigo, al Modern Art Centre) dove riscuote consenso di pubblico a giudicare dalle positive recensioni delle mostre pubblicate in vari quotidiani locali e non. Vivere facendo l’artista non è facile, soprattutto per un personaggio come Riboni, molto riservato e schivo, lontano da logiche di mercato e di mercanti, ma ben conscio del suo talento e della sua professionalità. L’artista applica il suo talento alle arti applicate nel settore del tessuto d’abbigliamento. Inizia in questi anni una collaborazione artistica con le storiche seterie Taroni di Como per cui produce disegni per stoffe e foulard. Notevole anche la produzione grafica dell’artista che nel 1978 partecipa a Milano alla IV Triennale dell’Incisione. Particolarmente riuscita la raffinata grafica a rilievo, a colori o anche totalmente bianca che tirava su un proprio torchio utilizzando carte pregiate. Nel 1984 l’ultima mostra di Riboni si svolge a Milano presso la prestigiosa sede di via Meda della Banca Popolare di Milano. Muore a Pavia nel 1986.
Le linee artistiche lungo cui si sviluppa la ricerca e la costante attitudine alla sperimentazione di Riboni sono dunque, inizialmente, all’interno del Cubismo e del Surrealismo per giungere all’astrazione geometrica. L’artista giunge poi a maturare un personalissimo linguaggio artistico in cui coniuga tutte le esperienze artistiche vissute. Negli ultimi anni di attività, gli anni Ottanta, la poetica di Riboni, artista solitario dove realtà e fantasia spesso si intrecciano e confondono, si astrae dal reale e si esprime attraverso grandi e luminosi cieli che si perdono nello spazio infinito.
Archivio Sandro Riboni a cura di Carlo Migliorini e Paola Migliorini Casati: www.agenziadarte.it
St. Joseph Contemporary Art è un progetto curatoriale firmato da Annalisa Rosso e Maria Vedovelli. Due punti di vista diversi e originali, che si incontrano nella selezione di design, arte e fotografia: stjosephca.tumblr.com
Il Ristorante Erbaluce, sede ideale del progetto espositivo St. Joseph, continua la ricerca enogastronomica che lo ha reso un nome di riferimento nel nuovo spazio, a pochi passi dal Duomo di Pavia: www.ristoranteerbaluce.com




